IL BOCCIOLO collana di narrativa per bambini -Temperino rosso edizioni

 

Il bocciolo

Collana della casa editrice rivolta ai bambini, con ad oggi una decina di titoli, ma che si appresta a breve a pubblicarne altrettanti.

 

I perché di questa collana

La letteratura fantastica è un modo per allenarsi all’immaginazione. Principalmente in fase di crescita e di apprendimento, è importante formare anche questa capacità, che spesso viene trascurata dalla scuola, che è solitamente più concentrata verso l’apprendimento canonico e funzionale: imparare a scrivere a leggere far di conto, imparare a comportarsi correttamente ecc. Ma il problema è che imparando solo ciò, sia il bambino come l’adulto poi, rimarranno solo bravi esecutori, ma incapaci di creare qualcosa di nuovo. L’immaginazione ha invece una funzione centrale nella capacità di offrire senso alle cose, che di per se stesse non hanno. I fatti, osannati a ragione dalla nostra società, non hanno però alcun senso se non vi è un soggetto in grado di farli parlare e offrirgli un senso. E per far ciò bisogna impiegare l’immaginazione, cosa che nessuno ti può insegnare, ma che si può comunque coltivare anche con delle buone letture, dove la creatività svolga comunque un ruolo centrale.

Con un esempio, per comprendere l’importanza dell’immaginazione nell’offrire verità alle cose, si potrebbe menzionare i lager nazisti. Quando i cineasti a guerra conclusa si dovettero occupare di far comprendere cosa in quei luoghi fosse realmente successo, furono costretti a dover impiegare la loro immaginazione. Infatti nelle loro riprese preferirono filmare cumuli di occhiali, mucchi di scarpe, protesi, giocattoli, ecc. perché ciò faceva comprendere la vera portata della tragedia che si era consumata in quei luoghi, infatti il solo filmare i capannoni vuoti, il filo spinato, i forni crematori, non sarebbe stato in grado di offrire il senso reale di quei fatti, di ciò che lì era effettivamente successo.

I fatti per loro conto non bastano, bisogna offrigli un senso, e questo, oltre che attraverso la nostra esperienza, passa necessariamente dalla nostra capacità d’inventare, che non vuol dire travisare la realtà, ma offrirle quella sensibilità indispensabile per poter essere percepibile come vera.

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