Il Fortinelli – Dizionario neologistico dell’italiano nuovo – definizione di Patrio: il carattere genitoriale dello Stato

Patrio (s.m.) def. : il carattere genitoriale dello Stato

 

Se nel concetto di patria poteva riecheggiare ancora il principio benevolo e generatore della terra, di una madre terra che in ogni caso era già corrotta nell’identificazione con l’effettivo signore di quella, ovvero il padre, inversamente con il patrio si è smarrita del tutto l’idea di una terra feconda dove i suoi figli possano crescere naturalmente.

Nel patrio la terra è dunque divenuta solo un ambiente delimitato dai confini nazionali, ossia una specie di giardino d’infanzia dove lo Stato esercita la sua giurisdizione finalizzata alla rettitudine dei propri figli: i cittadini-bambini. Il patrio è perciò simile a quel bastone che si conficca vicino ad una pianta per farla crescere in modo retto; lo Stato patrio, di conseguenza, è quello che ha deciso di utilizzare esclusivamente il bastone, difatti la famosa carota è rimasta dimenticata nella patria terra.

Lo Stato del bastone è, a diversità di quella, lo Stato patrio, ossia quello che non investe nella cultura e nell’educazione perché non sono redditizie, non danno risultati immediati si dice: ma quali sarebbero questi risultati? Quello che si preoccupa solo dei decreti d’emanare e delle prossime leggi da fare, i quali considereranno sempre una pena, altrimenti che leggi sono? Quello che comunica con la pubblicità progresso, per un progresso di qualcosa, ma di che cosa? Lo stato che non sa immaginare che i propri figli-cittadini possano capire per proprio conto quello che è bene e male per loro, e che quindi vadano solo condizionati (in fondo non sono altro che consumatori), ad adottare comportamenti retti. Quello che obbliga a mettere la cintura di sicurezza, il casco: è per il loro bene, si continua a dire, ma non si è mai compreso appieno se faccia più bene a loro o alle casse dello Stato. È quello che esercitando il monopolio minaccia i fumatori di morte, e che sempre per il solito loro bene non si esima d’esser presente con il suo occhio vigile e rassicurante in tutti gli altri possibili vizi: superalcolici, sale da gioco, lotterie… sarebbe ora che si decida anche sulle droghe leggere!

Questo è lo Stato patrio. Un ruolo difficile il suo, forse addirittura controverso, ma un’indubbia garanzia per la rettitudine d’ogni cittadino, il quale, in ogni caso, rimarrà anche sempre bambino.

 

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Attilio Fortini

Attilio Fortini

Nato a Rio de Janeiro e cresciuto sulle sponde del lago d'Iseo a Sarnico, dopo aver conseguito la laurea in filosofia con indirizzo in estetica presso l'Università di Verona, ha proseguito i suoi studi e ricerche a Parigi presso il Collège International de Philosophie e l'Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis, dove ha conseguito un master in Critique de la culture. Dai primi anni Novanta è attivo come artista, principalmente in alcune reti internazionali indipendenti praticanti la Mail art e la Performance art. Sue pubblicazioni : Il pelo dell'acqua - 2003, Assenze prime - 2007, Terra preta - 2009, Il far venire all'essere dell'arte - 2010, Metafisica del successo - 2010, Il Fortinelli - 2011, E Zarathustra parlò col fuoco- 2011, Il comunismo dei desideri - 2016, Che cos'è l'arte contemporanea? - 2017

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