Laborospira ovvero l’ineffabilità del lavoro

 

“Ambasciatori della fame” Giuseppe Pellizza da Volpedo,, 1891

 

 

La genealogia del lavoro può riassumersi in alcune brevi tappe: all’inizio, nel Paleolitico, l’uomo era cacciatore e raccoglitore, poi nel Neolitico divenne agricoltore, da lì artigiano, per buona parte del periodo storico, e infine, con l’avvento industriale, operaio.

Ma ora l’uomo, nell’epoca della smaterializzazione del prodotto attraverso la spiritualità binaria, cos’è? Cos’è divenuto?

L’uomo ora è finalmente ridivenuto cercatore! Egli, come ai suoi esordi in cui cercava di scovare la preda o di trovare le bacche, oggi non cerca più qualcosa di tangibile, oggi lui cerca il lavoro. Dove troverò il lavoro? Come farò a trovare il lavoro? Quando troverò il lavoro? Sono i tre quesiti cardine della sua riflessione esistenziale.

Il ricercatore di lavoro è dunque l’uomo nuovo, proprio perché in effetti egli non lavora più, proprio perché il suo vero lavoro è divenuto la ricerca del lavoro.

Il lavoro del resto, quello di un tempo, sembra che si sposti sul pianeta; si dice che ieri era là, oggi forse da qualche altra parte, non si sa mai bene dove sia finito realmente. Tutti lo cercano ma lui è ineffabile, si è spiritualizzato, è divenuto un miraggio. Gli industriali del resto pare che abbiano riassunto una sorta d’antica funzione filantropica: delocalizzano tra una probabile crisi e l’altra le loro aziende in continuazione, diffondendo in questo modo, così alcuni sperduti testimoni sostengono, il benessere sul pianeta. Oggi in effetti puoi trovare un’acciaieria o un’industria tessile che prima si trovava in Italia, in Cina o in Romania, domani quelle stesse fabbriche, senza bene capire il perché, te le puoi ritrovare nel pieno della foresta amazzonica, proprio come un tempo facevano i missionari.

L’uomo dunque nell’epoca del “bit” ha finalmente fatto una grande conquista: ha perso irrimediabilmente il lavoro!

Dovranno passare ancora parecchi anni affinché smetta pure di desideralo e cercarlo, ma alla fine potrà rendersi conto che ciò che ha conquistato è la sua libertà. I tempi per questa consapevolezza non sono ancora maturi, questo è evidente, ma in ogni caso quanto è avvenuto è un passaggio epocale.

 

Laborospira è una voce del  Fortinelli  (Dizionario neologistico dell’italiano nuovo)

Attilio Fortini

Attilio Fortini

Nato a Rio de Janeiro e cresciuto sulle sponde del lago d'Iseo a Sarnico, dopo aver conseguito la laurea in filosofia con indirizzo in estetica presso l'Università di Verona, ha proseguito i suoi studi e ricerche a Parigi presso il Collège International de Philosophie e l'Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis, dove ha conseguito un master in Critique de la culture. Dai primi anni Novanta è attivo come artista, principalmente in alcune reti internazionali indipendenti praticanti la Mail art e la Performance art. Sue pubblicazioni : Il pelo dell'acqua - 2003, Assenze prime - 2007, Terra preta - 2009, Il far venire all'essere dell'arte - 2010, Metafisica del successo - 2010, Il Fortinelli - 2011, E Zarathustra parlò col fuoco- 2011, Il comunismo dei desideri - 2016, Che cos'è l'arte contemporanea? - 2017

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